Lampade a fluorescenza

Lampade a fluorescenza o LED: cosa preferire soprattutto per girare video? Approfondiamo le differenze tra le due tecnologie.

Luci fotografia da studio ma non solo: oggi tra i dispositivi d’illuminazione professionali sono sempre più diffusi quelli adatti alle riprese video. Meglio ancora, poi, se sono abbastanza versatili da essere sfruttati per gli shooting fotografici. La sempre più capillare affermazione di canali YouTube e vlog tematici, insieme ai loro gestori, pone la pratica della registrazione video come una consuetudine di massa. Agevolata, ovviamente, anche dal basso costo dell’attrezzatura necessaria per ottenere risultati soddisfacenti. Su tutto, ciò che ha permesso tale rivoluzione, è stata la tecnologia LED. E le lampade a fluorescenza? Storicamente considerate le migliori, si trovano al centro di una contrapposizione: meglio, appunto, le lampade a fluorescenza o LED?

Lampade a fluorescenza: cosa sono?

Nonostante la terminologia così roboante, le lampade a fluorescenza sono identificabili con quelli che comunemente chiamiamo neon. Come i LED, hanno il vantaggio di non emanare calore nemmeno dopo molte ore di utilizzo e anche di consumare poca energia. Lampade a fluorescenza o LED: quindi dove sta la differenza? Intanto le prime generalmente riescono ad arrivare a un C.R.I. maggiore. Si tratta del Color Render Index e fa riferimento alla fedeltà cromatica delle condizioni in cui risulta un soggetto illuminato. Tra le torce con C.R.I. migliore in assoluto ci sono quelle a tungsteno, dove l’indice può arrivare a 100. Ma tornando alle lampade a fluorescenza, il loro punto forte sta nell’ottima resa ad alta frequenza dei prodotti di ultima generazione, che sono quindi flicker free.

Che cos’è il flickering?

Il flickering si potrebbe considerare come il peggior nemico dei registi. In buona sostanza si tratta di uno sfarfallio prodotto dalla luce artificiale che durante la riproduzione di un filmato è percepito come una sorta di lampeggiamento tra un fotogramma e l’altro. Negli anni ’80 e inizio ’90 c’è chi ne aveva fatto praticamente un’estetica, non di rado presente nei videoclip musicali. Tuttavia si tratta di un difetto che le moderne lampade a fluorescenza riescono ad equilibrare molto bene, più di quelle a LED, specie se queste ultime sono dotate di dimmer o manopole di regolazione varie.

L’origine del flickering è elettrica, legata alla frequenza della corrente alternata: il Europa questo valore si attesta sui 50 Hz. Insieme all’utilizzo di lampade a fluorescenza, nel videomaking, si può ottimizzare l’assorbimento del problema ripredendo a 25 fps a 1/50. C’è anche modo d’intervenire in post produzione, specialmente con i potenti mezzi digitali odierni, ma la “regola principe” in fotografia come nel mondo video è sempre una: la qualità immagine si preserva solo modificando i pixel il meno possibile. Detto ciò le lampade a fluorescenza ci aiuteranno ad essere precisi già dal primo ciak.

Orientarsi nella scelta delle lampade a fluorescenza

Le prime lampade a fluorescenza davvero stabili e pienamente sfruttabili dai registi furono prodotte dall’azienda tedesca Kinoflo. Ancora in commercio, hanno però un costo assai elevato ma sono totalmente flicker free e con un C.R.I. mai minore di 95. Lampade a fluorescenza o LED? Anche in Germania si è avvertita la pressione del cosiddetto “mercato cinese”, per cui ai tubi neon di alta gamma è stata affiancata la fabbricazione di una linea a LED. Esistono in commercio lampade a fluorescenza a 5500 K, ovvero a luce fredda, e a 3200 K a luce calda e persino marchi molto noti per l’illuminazione casalinga, come Osram e Philips, hanno nel loro catalogo dei tubi neon flicker free e con alto indice C.R.I perfettamente utilizzabili in fotografia e in campo video.

I prodotti maggiormente acquistati restano comunque quelli completi in versione kit, con stativi, portalampade, softbox e pure con attacco universale E27 che si aggirano più o meno sul centinaio di euro.

Alcune proposte

Il web al solito pullula di occasioni: lampade a fluorescenza o LED, la scelta più ampia è sicuramente quella online. Ecco quindi alcuni esempi.

1 – Gowe kit di 2 luci fluorescenti da 300 W

Queste lampade a fluorescenza Gowe si rifanno in tutto alle storiche Kinoflo. E come esse sono altamente professionali, ma non propriamente economiche. Sono dotate di porta lampada e di 4 grossi tubi a fluorescenza per ciascun illuminatore. La loro temperatura colore può essere regolata da 3200 K a 5600 K. Il kit pertanto è composto da 2 lampade con tubi della lunghezza di 1,2 metri corredate di prese esterne, di 4 cavi elettronici e di altri 2 della lunghezza di 7 metri. Supporti tipo lollipop inclusi. Di certo un set destinato a una fascia d’utenza esperta e per girare video con un’illuminazione a lampade a fluorescenza risolutiva.


2 – GEEKOTO kit d’illuminazione da studio fotografico con lampadine CFL

Lampade a fluorescenza o LED? Con l’ottimo rapporto/qualità prezzo del GEEKOTO kit d’illuminazione da studio fotografico con lampadine CFL non c’è nemmeno da pensarci. All’interno si troveranno 2 lampade a fluorescenza con temperatura colore 5500 K ad alto risparmio energetico, garantite per un utilizzo continuativo fino a 8000 ore. In grado di produrre un’illuminazione molto equilibrata, priva di dominanti, tengono sotto controllo l’effetto flicker.

Nell’equipaggiamento ecco poi che si troveranno degli abbondanti softbox bank delle dimensioni di 50 cm x 70 cm con interno in materiale riflettente per effetti più netti e diffusore bianco addolcente per la luce. Poi gli stativi per sorreggere le lampade, in alluminio a 3 sezioni e testa snodabile, per direzionare il fascio luminoso nella maniera più personalizzata possibile. Perfetto per le più svariate esigenze di ripresa fotografica e video, questo kit è particolarmente indicato per le immagini di oggetti e per i ritratti o primi piani, in cui non devono essere presenti dominanti cromatiche.


3 – Walimex 16846 lampada fluorescente 220 W

La più classica delle lampade a fluorescenza per tipologia è la Walimex 16846 lampada fluorescente 220 W. Costituita da 4 tubolari da 55 Watt, restituisce un’illuminazione uniforme e potente, continua a 2200 Lux. La tecnologia a fluorescenza, oltre a essere molto stabile, non è portata a sviluppare eccessivo calore quindi si rivela molto adatta all’utilizzo prolungato, come può esserlo quello durante le riprese di uno spot, di un corto o di un film. L’illuminatore Walimex è dotato di barndoor ricoperto con materiale riflettente per intensificare l’effetto di diffusione del fascio luminoso. Utilissimo su ogni set, è abbastanza economico e la garanzia di qualità di un marchio attivo da anni nell’accessoristica fotografica.


4 – Fotga Studio Pro

Rispetto alle ring light più economiche e a LED, la Fotga Studio Pro qui in esame costa qualche euro in più ma assicura la migliore stabilità contro gli effetti video che disturbano la visione. Tra cui il flickering: si rivela quindi l’ideale per la registrazione di contenuti, anche in live streaming, e per il beauty. Come si confà a una ring light, emana una luce diffusa, priva di ombre nette, particolarmente indicata per mettere in evidenza i tratti del volto e il make-up. La temperatura colore a 5400 K non falserà la resa cromatica, assicurando risultati fedeli e professionali. L’attacco della lampada è compatibile con tutti gli stativi a vite universale ed è dotato di manopola per rendere orientabile la fonte luminosa. Il diametro del ring si attesta sui 37 cm. Molto apprezzata questa ring light tra le lampade a fluorescenza destinate anche a un pubblico consumer.


5 – Fotima FTF-85 set studio da 2 pezzi

Un classico ma sempre funzionale kit composto da 2 lampade a fluorescenza e accessori vari: parliamo del Fotima FTF-85 set studio da 2 pezzi. Il “pezzo forte” è ovviamente rappresentato dai faretti inclusi: a basso consumo e realizzati per non “sporcare” l’immagine con particolari dominanti, hanno una temperatura colore di 5500 K, corrispondente alla luce diurna. Il kit è comprensivo anche di stativi per sistemare e sorreggere le lampade e di ampi softbox diffusori per modellarne e ammorbidirne il fascio luminoso emesso. Inoltre, per facilitare il trasporto e la protezione dell’attrezzatura quando non è in uso, ecco che la si potrà riporre nell’apposito borsone dedicato. Tutto il necessario per lo studio fotografico fisso o mobile, quando si gira in particolari location e c’è bisogno di un supporto luminoso aggiuntivo.


Tirando le somme

Volendo riassumere la situazione, tra le lampade a fluorescenza o LED, perché vale la pena dare una chance alle prime?

  • Risultano essere ideali per le riprese video in quanto, i modelli più recenti, sono progettati flicker free e con alto C.R.I.
  • sono a risparmio energetico
  • non accumulano calore
  • non apportano dominanti colore
  • sono molto versatili, prodotte in versione tubolare, a classica lampadina e persino in versione ring light
  • pur essendo a luce continua, possono essere sfruttate anche in ambito più prettamente fotografico.

E, aggiungiamo noi, oggi hanno raggiunto prezzi vantaggiosi quasi quanto quelli degli illuminatori LED. Anch’essi molto validi e acquistatissimi da video producer più o meno entry level, ma che talvolta possono presentare problemi a livello di sfarfallio a monitor. Così come non sempre sono in grado di garantire una lunga durata nel tempo dei bulbi, come invece fanno le lampade a fluorescenza.

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